Il Nido dell’Airone, una goccia d’utopia nel quotidiano bergamasco

Riportiamo con piacere un racconto-intervista realizzato dai fondatori del sito Grido d’Utopia che hanno incontrato Sabrina Maver e il Nido dell’Airone.


UNA STREGA E’ STATA VISTA SOGNARE IN PROVINCIA

IL NIDO DELL’AIRONE, UNA GOCCIA D’UTOPIA NEL QUOTIDIANO BERGAMASCO

Nebbia. Campagna. Nebbia.

Come un curioso pellegrino d’altri tempi, col mantello e una lanterna a cacciar via la fredda nebbia, un mattino all’improvviso mi sono imbattuto in un cartello: RALLENTA…SEI A CASA


DOV’ERO?

Ho aperto quella porta e da allora qualcosa è cambiato, per sempre.

Ero qui, a due passi da casa mia: Cologno al Serio (BG). Ma era diverso, tutto era diverso, persino io. Dov’ero?

Una strega con lo sguardo ricco d’amore, vi giuro, mi ha accolto e preparato un caffè.

Quel che racconto con un suono fiabesco è tutto quanto reale, mera cronaca materiale successa qualche giorno fa! Incredibile, ma vero.

Benvenuti, signore e signori, in una magica realtà: il Nido dell’Airone.

 

C..C..Cos’è questo posto?

Mi son chiesto (dopo un attimo di pausa post-sbigottimento) in modo goffo e balbuziente.

Sabrina MaverCon una voce calda, una voce che staresti le ore a sentirla parlare e parlare, Sabrina Maver, “la strega”, mi spiegava quanto mi era tutt’attorno:

“Il Nido dell’Airone è un’associazione di “Creativi Culturali” dove puoi trovare corsi di ogni genere inerenti terapie olistiche, meditazione e arte: Tai Chi, Yango-Do, Qi Gong, Shiatsu, teatro, enneagramma, disegno, make-up e molto altro ancora… Inoltre, importante punto di riferimento per eventi interessanti e seminari!

E mentre parlava sfogliavo le foto: ragazze travestite da sirene, un laghetto ameno, sorrisi, benessere, profumi orientali… Ah, ero in un altro mondo. Eh sì. Quel mattino la mia curiosità mi ha spinto davvero lontano, in un’altra realtà.

E stavo bene.

Perché là dentro si sta bene, d’un benessere tutto nuovo!

Ripreso dallo stupore, almeno quello iniziale, almeno quel che basta per poter iniziare a parlare (parlare in modo decente s’intende), prendo a chiederle di lei: la sua storia e in che modo è stata in grado di dar vita a tutto ciò, a questo Nido.

Sempre con la voce di cui ancora, al ricordo, sono affascinato, Sabrina mi racconta che anni fa, in un momento molto delicato di grave sofferenza, la madre, in un’atmosfera tra lo scherzo e l’esasperazione le chiede: “Sabrina, cosa ti farebbe stare meglio?”. E lei, con carta e penna che casualmente aveva in mano, si mette a disegnare, così quasi per gioco, un posto: un edificio costruito per accogliere tanti e stare tutti insieme in amore, per meditare, per giocare, per amare la natura e stare finalmente bene.

Un progetto utopistico, un sogno tutto suo.

Ed invece è lì che il reale inizia a mischiarsi con l’immaginazione: amici cari e parenti, d’un tratto, nei tempi liberi tra lavoro-famiglia-impegni, iniziano a costruire davvero quell’assurdo progetto! Incredibile, e che fatica e che lavori! Tutti  quanti affaccendati, laboriosi, formiche.

Ed ecco che come un vaso di creta che inizia a prendere forma, la traumatica fine.

Il fuoco.

Un improvviso incendio distrugge tutto, tutto, lasciando solo cenere.

Sabrina passeggiava pensierosa tra le macerie… e intanto si guardava attorno e vedeva quanto amore le era stato dato. E quanto tutto questo cozzasse con la sua follia. Fine, la svolta.

Si ricostruisce il progetto ma con un altro intento: essere grata di tutto, dare agli altri tutto quel che sarebbe riuscita a dare! Attraverso i suoi insegnamenti orientali, le sue arti, il suo amore, lei tutta.

Nasce il Nido dell’Airone.

E questa storia profonda, tu, tu sconosciuto che entri, la senti: come per magia, posato il cappotto zuppo di nebbia e dei clacson di là fuori, appena entrato, ti cali in tutto quell’amore.

Un’atmosfera unica. “Rallenta! Sei a casa”.

 

Provate un giorno a calarvici come me, e non ve ne pentirete. Una fantastica avventura. Un luogo dove conoscere tante altre persone e, per quanto trita e ritrita possa oramai sembrare quest’abusata frase, conoscere te stesso.

Al di là delle mille attività interessanti, che già lo rendono unico nella zona, l’amore che fa da collante di tutto, che lega le attività l’una all’altra, le persone, quel laghetto, i muri, i sorrisi, gli animi, l’amore là dentro ti penetra la pelle e ti violenta: ed esci col sorriso. Più ricco, e col sorriso.

Il Nido dell’Airone è la realizzazione di un sogno, il sogno di Sabrina Maver, una ragazza che per sogno aveva quello di far sognare chi le stava attorno, e quel sogno si è avverato…

A te tu che leggi, un po’ distratto

il Nido è il tuo sogno.


La versione originale è disponibile al seguente link: https://www.gridodutopia.com/nido-dell-airone

Grido d’utopia ha anche una pagina Facebook: https://www.facebook.com/pg/gridodutopia/about/?ref=page_internal

Se ti fa piacere...condividi!